Il fantasy è un genere letterario basato sulle antiche mitologie medievali.
Racconta di antiche terre e di mondi fantastici, di eroi e di creature
spaventose.
Le leggende di solito narrano di razze non-umane che vivono nei loro reami, dove
gli eroi posseggono poteri magici e sono capaci di scatenare i poteri degli
elementi.
Le razze più note sono le seguenti: UMANI - ELFI - MEZZELFI - HALFLINGS - NANI -
UOMINI LUCERTOLA - DROW (elfi scuri) - ORCHI - MEZZORCHI - GOBLINS - TROLL - NON
MORTI
La letteratura fantasy molto spesso parla di magia, coraggiosi cavalieri,
damigelle in pericolo, creature mitologiche e avventure. Come tale ha una lunga
storia e nasce, ovviamente, dal mito: la mitologia classica, greca e romana
(famosi esempi sono l'Odissea di Omero e l'Iliade); la mitologia mesopotamica
come l'epopea di Gilgamesh; le saghe epiche medievali e i testi di mitologia
scandinava, quali Edda di Snorri, Edda Poetica e Beowulf e le raccolte dei miti
celtici come il Mabinogion. Posto altrettanto importante ebbero i cicli romanzi
normanni e francesi come il ciclo bretone o arturiano (re Artù e i cavalieri
della tavola rotonda), specialmente ad opera di autori quali Chretien de Troyes
e Wolfram von Eschenbach.
Al ciclo arturiano e carolingio si ispirarono le epopee letterarie del
Cinquecento italiano come l'Orlando furioso (1516) di Ludovico Ariosto e
Gerusalemme liberata (1559) di Torquato Tasso.
Il XIX secolo vede la nascita della letteratura fantasy contemporanea, che deve
tutto al romanticismo europeo ed al rifiuto del razionalismo e della modernità.
In questo stesso periodo (tra Ottocento e Novecento) nasce il fantasy per
l'infanzia, che muove i primi passi dalla fiaba popolare, ma più rapportandosi
pro o contro la pedagogia del tempo che per rivolta antimodernista. Tra gli
esempi sgargianti di questo periodo ci sono i capolavori Il meraviglioso mago di
Oz di Lyman Frank Baum o le avventure di Peter Pan di James Matthew Barrie. Da
ricordare in Italia, ovviamente, Le avventure di Pinocchio. Storia di un
burattino di Carlo Collodi.
Alle due sponde dell'Atlantico si genera un ritorno al mito e si celebra la
forza del simbolo.
Nell'Inghilterra in preda alla Rivoluzione industriale ed ad una fede
nell'efficienza e nella modernità, nasce in risposta polemica un movimento che
celebra la società medievale corporativa come risposta "a misura d'uomo"
rispetto al caos modernista in cui l'uomo cade succube della macchina. Ispirato
dal filosofo John Ruskin, il neogotico ha come protagonisti artisti del
movimento dei Preraffaelliti, nonché uno dei maggiori scrittori ed architetti
dell'Ottocento, William Morris. Nel celebrare la vita medievale, Morris scrive,
tra gli altri, due romanzi fondamentali per lo sviluppo del fantasy ad
ambientazione medievale: The House of the Wolfings e The Roots of the Mountains.
Altro esponente fondamentale fu lo scrittore e drammaturgo irlandese Lord
Dunsany, che incoraggiato da William Butler Yeats scrisse molte opere ad
ambientazione fantasy come The Gods of Pegana (prima creazione contemporanea di
mondi con mitologie e cosmogonie definite) e The King of Elfland's Daughter
(dove vediamo, in embrione, gli elfi che attraverso Tolkien faranno parte
dell'immaginario fantastico di oggi).
Da Lord Dunsany dei Gods of Pegana e da Edgar Allan Poe fu ispirato lo
statunitense H. P. Lovecraft nella creazione dei miti di Cthulhu. Lovecraft fu
il portabandiera di tutta una schiera di scrittori in equilibrio tra il
commerciale e il letterario che riempirono per tutta la prima metà del novecento
le riviste Pulp americane (Pulp magazine). Tra le pagine di queste riviste vede
la luce il personaggio di Conan il Cimmero, protagonista dal 1932 di una serie
di racconti e romanzi nati dalla fervida immaginazione dello scrittore
statunitense Robert Ervin Howard (che diede vita anche a Kull il conquistatore e
Red Sonja) e dei suoi continuatori.
In Europa intanto, nella Oxford che aveva ospitato William Morris, un professore
inizia ad inventare le lingue di popoli fantastici: J. R. R. Tolkien, con Lo
Hobbit (1936) e Il Signore degli Anelli (1954-1955), porta all'apice la visione
contemporanea della letteratura epica medievale, aggiungendovi la propria
profonda etica cristiana cattolica di ispirazione agostiniana, Tolkien crea un
enorme affresco sul vivere e sull'uomo; sulla libertà di scelta e sull'eroismo
degli umili e dei "piccoli". Quello di Tolkien rimane tuttora il ciclo narrativo
più letto in assoluto nel Regno Unito e viene spesso considerato l'antesignano
della letteratura High Fantasy.
L'opera di Tolkien diventa un punto di riferimento negli anni settanta della
sinistra statunitense per la sua difesa della natura rispetto alla
massificazione industriale disumanizzante e, contemporaneamente, della destra
italiana per il suo recupero del mito e di certe forme della tradizione. In
realtà la difesa della natura contro la "macchina" non è una protesta ecologista
tout court, bensì un preciso motivo poetico e morale che colloca l'anima nella
natura e il gelido materialismo disumano nell'industria. A dispetto della
superficiale interpretazione simbolica su Tolkien, va detto tuttavia che
l'autore non recupera mai il mito come tradizione da perpetrare. Innanzitutto
perché spesso svuota il mito dal suo contenuto originario per riempirlo di una
sua poetica personale e moderna. In secondo luogo non esiste una vera
celebrazione dell'eroe del mito, anzi Tolkien proclama la supremazia degli
antieroi, come ad esempio gli hobbit, che scelgono l'eroismo come libero dono di
sé per contribuire in modo non-eroico per la causa del bene, laddove le schiere
di eroi tradizionali sono virtualmente di contorno ed inutili all'esito finale.
Sulla scorta della popolarità raggiunta dalle opere di Tolkien, il fantasy ha
vissuto una sorta di rinascita e molti autori (tra i più popolari Walter Moers,
Marion Zimmer Bradley, Terry Brooks e Terry Pratchett) si sono dedicati a questo
genere, dando origine ad un vero e proprio filone commerciale, con innumerevoli
romanzi ispirati all'universo concepito da Tolkien o comunque attingendo ad
analoghe radici mitologiche ed epiche. Su un piano leggermente diverso anche
Stephen King ha contribuito al fantasy con il ciclo de La torre nera. Il favore
del pubblico è stato confermato anche dal successo cinematografico di Conan il
barbaro (1982) interpretato da Arnold Schwarzenegger.
Un discorso a parte merita la poetica fantasy di Neil Gaiman: se il fantasy
classico alla Tolkien parla in qualche modo del "crepuscolo del mito" di fronte
all'avanzata della modernità, Gaiman nei suoi cicli di romanzi a fumetti e non (Sandman
o American Gods), parla di un fantastico mitologico che coabita con la modernità
e le sue forme. Gaiman in questo modo spinge il genere fantasy verso nuove
frontiere letterarie dandogli nuova linfa.
Dalla seconda metà degli anni novanta in poi la letteratura fantasy ha avuto
come target gli adolescenti, tra i quali hanno avuto grande successo la serie di
romanzi per adolescenti di Harry Potter, dell'autrice britannica J. K. Rowling,
e le Cronache del Mondo Emerso di Licia Troisi ed il Ciclo dell'eredità di
Christopher Paolini; per quanto riguarda la frangia più cruda e realistica del
filone letterario, va segnalata la saga di successo delle Cronache del ghiaccio
e del fuoco dell'americano George Martin, che propone un approccio più maturo al
genere.